Tra il 1943 e il 1944 il Bosco del Cansiglio fu teatro di una dura offensiva dell’esercito di occupazione tedesco contro i gruppi partigiani. Ristabilito il controllo dell’area, vennero organizzate squadre forestali per l’approvvigionamento di legname, risorsa strategica per lo sforzo bellico. Secondo un’impostazione selvicolturale allora diffusa, furono eseguiti estesi tagli geometrici a strisce nella zona di Vallorch, che in pochi mesi portarono all’abbattimento di ampie faggete, segnando la montagna con profonde ferite lineari. Nel dopoguerra, queste cicatrici furono in parte colmate da rimboschimenti, soprattutto di abete rosso, trasformando il paesaggio originario di boschi misti. Il Monumento ai Partigiani del Cansiglio si inserisce in questo contesto come segno di memoria e come chiave di lettura del territorio, dove insieme all’abete rosso, testimonia silenziosamente le tracce della guerra e della Resistenza.