Il Forte fu costruito all’inizio del 1700 per volere dell’ultimo viceré spagnolo, il marchese di Villena. Il 13 giugno del 1799 il Forte divenne testimone di una delle pagine più importanti della storia di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia con il tragico epilogo della Repubblica Napoletana.
Il monumento, sottoposto a tutela secondo le norme vigenti, necessita di poderosi interventi di restauro. L’attuazione di tali disposizioni è sostenuta dalle istituzioni culturali cittadine e da numerose associazioni e comitati locali, che nel mese di giugno organizzano eventi presso il Forte, promuovendone il recupero e la valorizzazione. Nel corso degli anni, anche le scuole del territorio si sono attivamente prodigate per il recupero del monumento.
Attualmente sono in corso lavori di manutenzione nelle aree antistanti il Forte.
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Francesco Lo Monaco è stato un patriota, scrittore e filosofo italiano, nel suo «Rapporto al Cittadino Carnot» commentò i fatti di Vigliena, scrisse:
«Chi guardando le rovine di Vigliena, non sarà preso di ammirazione, è un essere che non è nato per la gloria; è un uomo a cui la schiavitù ha tolta la facoltà di pensare e di sentire.
Io farei imprimere su’ rottami di quel forte l’iscrizione:
“Passaggiero, annunzia a tutt’ i nemici della tirannia, a tutte le anime libere, che imitino il nostro esempio, piuttosto anziché vegetare all’ombra del dispotismo”».
In occasione delle celebrazioni per il bicentenario della Repubblica Napoletana del 1799 l’avvocato Gerardo Marotta, fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, pose una lapide all’interno del Forte che riporta l’iscrizione proposta da Francesco Lo Monaco.
L’8 dicembre 1891 l’onorevole Matteo Renato Imbriani Poerio fu promotore di una proposta di legge per dichiarare il Forte monumento nazionale. La proposta recava un solo articolo qui riportato: «II fortino di Vigliena è dichiarato monumento Nazionale».
L’onorevole Imbriani motivò la sua proposta nel modo seguente: «Il fortino di Vigliena, piccola batteria situata verso la spiaggia innanzi al fabbricato dei Granili, era difesa da una legione di volontari, in gran parte calabresi. Fu assalito da forze preponderanti, composte di russi, di turchi e di orde del cardinale Ruffo. Penetrarono queste, per il gran numero, sulla breccia del fortino. Quando, dopo una lotta eroica, il capo di quel manipolo veramente d’eroi — il sacerdote Antonio Toscano già coverto di ferite, — vide impossibile ulteriore resistenza, invocando Dio e la libertà, die fuoco alle polveri e fece saltare in aria tutti gli irrompenti, che trovarono là il loro giaciglio. Ora tanta virtù militare, unita a tanta virtù civile, deve essere ricordata e deve essere perennemente consegnata alla storia. Il fortino sta per essere venduto; ne vogliono fare un deposito di petrolio. Il Parlamento italiano deve riaffermare con l’approvazione della presente legge il dovere patrio e la dovuta reverenza a quei forti, tra i primi iniziatori, ripeto, della risurrezione d’Italia».
La cultura napoletana ha mostrato costantemente una notevole attenzione per gli avvenimenti del 1799.
Molteplici sono gli autori che hanno lasciato specifiche memorie relative alla vicenda del Forte di Vigliena ed è disponibile una ampia letteratura di autori contemporanei e posteriori.
Pubblicazioni sul Forte di Vigliena
● Pasquale Turiello, Il fatto di Vigliena, (13 giugno 1799). Ricerca storica, Napoli, Morano, 1881.
● Giuseppe Abatino, Il Forte di Vigliena, una ricerca topografica e storica, Napoli, 1899.
● Francesco Pometti, Vigliena: contributo storico alla rivoluzione napoletana del 1799 con documenti e disegni inediti, Napoli, Casa Pontieri Editrice, 1904.
● Ugo Santa Maria, Vigliena: nuove ricerche topografiche, Estratto da: Bollettino storico e di cultura dell’arma del genio, n. 10, giu. 1939.
● Ugo Santa Maria, “Vigliena”: Note d’architettura militare, Estr. da: “Bollettino dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio”, n. 11, Dicembre 1939-XVIII.
● Diego Del Rio, Salvio Esposito; introduzione di Rosario Villari; prefazione di Giancarlo Alisio, Vigliena. Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, 1986.
● Flavio Russo, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico. Vigliena: Autopsia di un Fortino, 1999.
Autori contemporanei che hanno riferito gli avvenimenti accaduti a Vigliena il 13 giugno 1799
Francesco Lomonaco, Bernardo Nardini, Amodeo Ricciardi, Vincenzo Cuoco, Pietro Colletta, Gaetano Rodinò, Guglielmo Pepe, Antonio Cimbalo, Giacinto Paulini, Vincenzo Durante, Domenico Petromasi, Domenico Sacchinelli, Filippo Malaspina, Andrea Cacciatore, Luigi del Pozzo, Carlo De Nicola.
Autori posteriori
Alexandre père Dumas, Carlo Botta, Francesco Mastriani, Benedetto Croce, Giuseppe Ceci, Michelangelo d’Ayala, Salvatore Di Giacomo, Vittorio Spinazzola, Giuseppe Santangelo e tanti altri ancora.
Gli artisti
● Francesco Jerace, Antonio Toscano a Vigliena, h cm 140, Castel Nuovo, Napoli. La scultura in gesso fu eseguita in occasione delle celebrazioni del primo Centenario per la realizzazione di un monumento dedicato ai martiri di Vigliena da collocare nei pressi dei resti del Forte.
● Achille Gigante, Il Fortino di Vigliena, 1845;
● Domenico Cimatti, Il fortino di Vigliena. Napoli, 1914, Museo Nazionale San Martino;
● Errico Ruotolo, L’urlo lo scoppio, 1999. L’opera ricorda gli avvenimenti del 13 giugno del 1799 ed è esposta presso la sede municipale di San Giovanni a Teduccio;
● Luigi Esposito, Grazia Ascrizzi, Il forte di Vigliena, Ricostruzione plastica e storica, Napoli, Fiorentino, 1980;
● Giuseppe Zinno, Medaglia Commemorativa per il 220° Anniversario del “Fatto di Vigliena”, 2019;
● Lapide apposta dal Comune di San Giovanni a Teduccio in Via Ponte dei Francesi in occasione delle celebrazioni del primo Centenario del “Fatto di Vigliena”.
Cronologia del Monumento Nazionale
● L’8 dicembre 1891 l’on. Matteo Renato Imbriani presentò un disegno di legge per dichiarare il Forte Monumento Nazionale;
● Il Regio Decreto n° 799 del 25 settembre 1910 sancì che: «Gli avanzi del fortino di Vigliena, presso San Giovanni a Teduccio, sono dichiarati monumento storico di sommo interesse, agli effetti della legge 20 giugno 1909, n.364»;
● Molteplici sono state le interrogazioni presentate ininterrottamente da parlamentari di diverso orientamento culturale e politico che hanno chiesto il restauro conservativo del Monumento;
● In occasione delle Celebrazioni per il Bicentenario della Repubblica Napoletana del 1799 furono avviati i lavori per il recupero del Forte di Vigliena che non vennero ultimati per la carenza dei fondi.